Allevamento topi e ratti nei laboratori dell’Insubria di Busto Arsizio

Lettera aperta al Sindaco di Busto Arsizio Gianluigi Farioli

Egregio Sig. Sindaco,

come certamente saprà, da pochi giorni è stato pubblicato il rapporto Eurispes 2014, una delle voci e delle fotografie più imparziali ed attendibili della situazione del nostro Paese e delle opinioni dei nostri concittadini.

Ebbene, anche quest’anno, la stragrande maggioranza degli Italiani -l’82%- chiede a gran voce la messa al bando immediata, senza se e senza ma, della vivisezione. Questi cittadini non sono matti o visionari, bensì sono coloro che hanno deciso di non accettare più l’informazione preconfezionata e hanno cominciato ad indagare sulla realtà della ricerca. Nessuno di noi è contrario alla ricerca, come detto non siamo pazzi, ma abbiamo compreso che un’altra strada non solo è possibile ma è anche molto conveniente per tutti. Secondo un numero sempre maggiore di scienziati di fama internazionale, la vivisezione è anacronistica, inutile, dannosa e deve essere accantonata per favorire, finalmente, una vera ricerca scientifica.  

Se le Istituzioni in generale hanno il dovere morale e giuridico di rappresentare i propri cittadini, i Comuni -vale a dire gli enti più vicini al popolo- hanno, se possibile, un obbligo ancora più intenso verso coloro che rappresentano.

E’, pertanto, con forte disappunto che abbiamo appreso la sconcertante decisione dell’Amministrazione di Busto Arsizio -che Lei ha l’onore e l’onere di presiedere- che autorizza l’apertura di un allevamento di animali destinati agli esperimenti nei laboratori dell’Università dell’Insubria.

Già da diversi anni nella suddetta Università vengono effettuati esperimenti su migliaia di animali nei laboratori presenti nei locali dei Molini Marzoli, esperimenti che -vale la pena ricordarlo- non hanno generato alcun risultato scientificamente rilevante. E non c’è da meravigliarsi visto che in tutta la letteratura medica mondiale non vi è traccia di un solo modello animale che sia stato validato scientificamente, da qui i disastri e i crimini che puntualmente si manifestano ovunque nel mondo.

Peraltro, la Convenzione che autorizza l’uso dei locali dei Molini Marzoli prevede la facoltà per il Comune di rescindere la Convenzione medesima qualora l’Università non ottemperasse alla cosiddetta “Risoluzione di San Francesco” del 4 ottobre 2003.

In altre parole, dunque, tutte le Amministrazioni bustesi che si sono succedute dal 2003 ad oggi -la Sua compresa- hanno ignorato e disatteso un atto di fondamentale importanza che proibisce lo svolgimento di qualsivoglia esperimento sugli animali. Non crede di dovere delle spiegazioni ai Suoi concittadini?

Evidentemente no e, anzi, ha deciso di calpestare ulteriormente la Risoluzione attraverso l’approvazione dell’atto odioso (almeno per l’82% degli Italiani) con il quale ha svenduto la Sua città alle lobby e alle multinazionali del farmaco.

E non ci meraviglia davvero il solito e puntuale scaricabarile: se, da un lato, il Responsabile dell’assistenza agli animali (sic!) “non è autorizzato a fornire informazioni”, dall’altro, l’Amministrazione che Lei presiede parla di “atto dovuto”; Dichiarazioni false, contrarie agli interessi dei cittadini e al dovere di trasparenza in capo alle Istituzioni.

Le confermiamo inoltre che l’Associazione Animalisti Onlus insieme ad altre associazioni e gruppi sarà presente il 28 febbraio 2014 a partire dalle ore 13,00, nel Comune di Busto Arsizio per far valere le proprie ragioni, invitando formalmente l’Amministrazione di Busto Arsizio, non solo a rivedere le proprie ultime scellerate decisioni in materia di ricerca scientifica, ma anche e soprattutto a dare finalmente (dopo oltre dieci anni) piena e completa applicazione alla “Risoluzione di San Francesco” che sancisce il divieto di esperimenti sugli animali.

Edoardo Gandini

(European Policy Officer – Oipa)

Alessandro Mosso

(Presidente Associazione Animalisti Onlus)

 

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