Galline ovaiole, l’Italia sempre ultima.

Per l’Italia sono in arrivo nuove sanzioni dall’Unione Europea e non si dica che “è colpa dell’Europa”. Sì perché se c’è una colpa e c’è, al di là di ogni ragionevole dubbio essa è tutta delle nostre Istituzioni che si dimostrano ancora una volta allergiche alle regole e indifferenti ai sacrifici dei propri cittadini, per non parlare dell’interesse verso gli animali sul quale è meglio stendere un velo pietoso.
Nel lontano 1999 (siamo entrati nel terzo millennio, nel frattempo!) l’Unione Europea ha emanato la Direttiva 1999/74/CE che prevede misure di detenzione più umane per le galline ovaiole e, in particolare, obbliga gli Stati membri ad eliminare le vecchie gabbie contrarie al benessere animale. Sempre che si accetti di non considerare un ossimoro il binomio gabbia-benessere.
Ebbene, l’Italia ha avuto dodici anni per mettersi in regola e ha ricevuto numerosi solleciti e richiami dalle Istituzioni comunitarie in questo lunghissimo tempo, ma ha pensato bene di non muovere un dito: tanto chi paga, in termini di sofferenza, sono solo animali e, in termini economici, solo cittadini.
Secondo la Commissione Europea “sui 13 Stati membri che hanno ricevuto lettere di sollecito ad attuare adeguatamente tale Direttiva soltanto due Italia e Grecia continuano a non essere a norma” con il risultato che il 26 gennaio 2012 è stata avviata la procedura d’infrazione tramite la messa in mora seguita dal parere motivato del 21 giugno 2012.
L’Italia ha forse attuato qualche cambiamento negli ultimi dodici mesi? Macché! E, puntualmente, lo scorso 25 aprile è giunto il sacrosanto deferimento alla Corte di Giustizia europea di Lussemburgo alla quale dovrà rendere conto di un’inerzia che, da un lato, è connivente con comportamenti disumani che causano sofferenze quotidiane a milioni di animali (per non parlare degli oltre 30 milioni di pulcini maschi, dunque “inutili”, che ogni anno sono triturati vivi appena nati) e, dall’altro, è causa di distorsioni del mercato e delle regole sulla concorrenza.
Ecco un video di Four Paws girato nel febbraio 2013 a Verona e a Forlì che mostra alcuni degli allevamenti illegali di galline ovaiole presenti sul territorio italiano:

Edoardo Gandini
Member of European Enforcement Network of Animal Welfare Lawyers and Commissioners
OIPA- EU Relations Officer

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