Gli allevatori contro le associazioni animaliste: « Speculano sulla pelle nostra. E’ ora di finirla »

agnellino-animalisti-onlusGli allevatori contro le associazioni animaliste: «Speculano sulla pelle nostra. E’ ora di finirla».
Pasqua: la crisi colpisce anche il mercato degli agnelli (-15%). Anche La Toscana contro le associazioni animaliste: «Speculano sulla pelle degli allevatori per falsi scopi ideologici. E’ ora di finirla». La crisi dei consumi colpisce tutta l’Italia.

«Francamente non può che farci piacere» commenta il presidente degli Animalisti Onlus,  «evidentemente le campagne animaliste danno risposte positive, ci spiace per gli allevatori, possono cambiare mestiere e finirla di tortura e uccidere animali per soddisfare i palati degli ignari cittadini, Dico ignari perché c’è ancora una maggioranza di persone che non ha idea dei danni prodotti dalle proteine animali, nel mondo ormai le cose stanno cambiando sempre più persone si avvicinano al cibo vegetariano e al vegano. Siamo convinti che più aumentano le persone vegane e meno si spenderà in cure mediche»
Comunque, nel periodo della Pasqua confermano le associazioni di categoria, «i nostri allevatori vendono circa il 20-25% dei capi dell’intera produzione annuale, riuscendo a strappare prezzi migliori di 1 euro al kg rispetto al resto dell’anno. E c’è chi tutto questo fa finta di non ricordarlo e specula sul futuro degli agricoltori. Se a questo aggiungiamo che il rapporto del ricavato per i produttori fra agnello da carne o pecora da latte è di 1 a 5, ovvero si guadagna cinque volte di più ad allevare una pecora per poi produrre il formaggio pecorino, ecco che allevare ovini da latte proprio sembra non convenire più come in passato».
Noi come animalisti periamo che la tendenza a non mangiare agnello nel periodo pasquale aumenti e che la gente capisca finalmente quanto sia terribile mangiare un’agnellino strappato dalla sua mamma.

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