La Proposta di Animalisti Onlus per il sovraffollamento delle carceri

animalismo-socialeNoi animalisti vogliamo vedere crescere ed essere accuditi cagnolini, gattini e altri Animali-Non-Umani bisognosi di cure, li vogliamo vedere essere accuditi in luoghi inaspettati.
Già in parecchi Stati Americani questo è diventato una realtà, ci domandiamo perché non farlo anche in Italia, le carceri sono state inventate per riabilitare i detenuti, e perchè no per insegnare loro le tecniche per accudire amorevolmente animali in difficoltà. Un modo per rendere più efficace il reinserimento sociale dei detenuti; ma anche per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri e nel contempo risolvere le problematiche legate al randagismo.
Oltretutto questo sarebbe uno strumento normativo benvoluto anche da Bruxelles. Il funzionamento dell’Animalismo Sociale sarebbe facilmente applicabile visto che notoriamente gli animali bisognosi sono parecchi, così come le strutture che li accolgono potrebbero trovare un giovamento non indifferente. Sono molte le aziende, che potrebbero decidere di coniugare attività sociali finalizzate alla riabilitazione, all’inserimento sociale e lavorativo di persone svantaggiate o a rischio, come appunto detenuti, ex tossicodipendenti ma anche disabili e anziani, promuovendo in questo modo lo sviluppo e la coesione sociale.

L’Associazione Animalisti Onlus, promuove l’animalismo sociale quale aspetto della multifunzionalità delle attività zoofile, per ampliare e consolidare la gamma delle opportunità di occupazione e di reddito nonché quale risorsa per l’integrazione in ambito zootecnico di pratiche rivolte all’offerta di servizi finalizzati all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale di soggetti svantaggiati, all’abilitazione e riabilitazione di persone con disabilità, alla realizzazione di attività educative, assistenziali e formative di supporto alle famiglie e alle istituzioni.
Per “animalismo sociale” s’intende l’insieme delle pratiche condotte secondo criteri di responsabilità etica e sostenibilità ambientale dagli imprenditori zootecnici che, in forma singola o associata, integrano l’attività zootecnica, ovvero dalle cooperative e imprese sociali nonché da altri soggetti pubblici o privati, che coniugano l’utilizzo delle risorse della zootecnica con le attività sociali finalizzate a generare benefici inclusivi, a favorire percorsi abilitativi e riabilitativi, a sostenere l’inserimento sociale e lavorativo delle fasce di popolazione svantaggiate o a rischio di marginalizzazione nonché a promuovere lo sviluppo e la coesione sociale in ambito locale.

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