RANDAGISMO – canili lager e Comuni inefficenti

randagismoRANDAGISMO – canili lager e Comuni inefficenti

600 mila i cani randagi e più di 2 milioni e mezzo di gatti, questi numeri dovrebbero far riflettere. Cosa fanno le amministrazioni locali?

Vi è una carenza sistematica di prevenzione delle nascite e di campagne di adozione.
Reclusi in gabbie sporche e anguste, strutture fatiscenti, questi sono i canili lager italiani, prevalentemente dislocati nel sud Italia. Il giro di soldi è enorme, si aggiudicano la gestione dei cani randagi, e questi “canili” privati possono contare su un contributo che va dai 2 ai 7 euro al giorno per ogni cane.
Da quel momento. per questi “imprenditori” il motto è: “poco mangiare, più soldi entrano, nessuna adozione, guadagno assicurato”.

Cosa fanno i Sindaci e le amministrazioni; nulla, la legge esiste, sterilizzazione, ma ne i Comuni ne le Asl la applicano. Creano canili lager con costi enormi che alla fine accontentano tutti, dai privati che gestiscono i canili alle amministrazioni che si levano un peso alle pseudo associazioni che fungono da paravento.

randagismoI Comuni e nello specifico il Sindaco, ha la responsabilità giuridica della detenzione e custodia dei cani randagi, e di conseguenza degli eventuali danni causati agli stessi o dagli stessi.
Il cittadino che vede un maltrattamento nei confronti di un Animale, che sia d’affezione o da reddito, può e deve denunciare l’accaduto alle forze di Polizia locali e statali.
Il Comune avvisato, che non interviene tempestivamente può essere chiamato a rispondere dei danni in solido o in via esclusiva in caso di inadempienze palesi.
A questo punto se nessuno si prende la briga di far rispettare leggi e regole è la magistratura che deve intervenire. Noi continueremo a denunciare, ma se la situazione non cambia al più presto questa bomba esploderà e a quel punto non ci saranno più alibi.

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