L’orrore del mercato di pelli e pellicce

Vengono sbattuti violentemente a terra e poi, mentre ancora sono coscienti,  vengono sottoposti ad una lenta ed atroce tortura, con violenza viene loro asportata la pelliccia. Una sofferenza impossibile da immaginare se si pensa che alla fine, quando l’animale viene gettato via come un inutile rifiuto su un carro ricolmo di altri corpi devastati come il suo, è ancora vivo.
Vittime di queste atrocità sono ovviamente tutti gli “animali da pelliccia”, ma anche cani, gatti, orsetti, e qualsiasi animale sia provvisto di un pelo più o meno soffice. Proseguono senza sosta le nostre Campagne per la chiusura degli allevamenti di animali “da pelliccia” ancora presenti nel nostro Paese, contro i quali continuiamo a fare nuove denunce.

Vogliamo ottenere l’obbligo di etichettatura di tutti i capi contenenti o derivanti da animali, come è stato deciso negli Stati Uniti, contestualmente al divieto di importazione.
In italia ci sono allevamenti di visoni e cincillà, allevamenti nascosti nelle campagne italiane che allevanovisoni uccisi e uccidono migliaia di animali per ottenere pellicce, inserti, colli e rifiniture per capi d’abbigliamento.
Il visone e’ un’animale selvatico e solitario, ama correre e scorrazzare per chilometri, gli allevatori li tengono chiusi in gabbie anguste dalla nascita fino alla morte.

Molti di loro muoiono prima di arrivare al termine del ciclo produttivo, perchè lo stress li porta a ferirsi nelle gabbie fino ad uccidersi.

Nel mondo esistono le prime nazioni che hanno deciso di porre fine a queste torture, Olanda, Austria, Regno Unito, Croazia e Bosnia sono le prime ad aver vietato l’allevamento di animali da pelliccia.
L’Italia culla della civilta’ non ha ancora approvato nessuna legge che abolisca queste torture inflitte agli animali.

“Dietro ogni pelliccia si cela una storia crudele e sanguinosa.”

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